Castello Inferiore di Marostica (VI) –

Castello Inferiore di Marostica (VI)

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Con castello di Marostica si intende l’insieme dei due castelli, il Castello Superiore ed il Castello Inferiore, uniti da una cinta muraria, che si trovano nella città di Marostica, in provincia di Vicenza.

Storia

Con la conquista da parte degli scaligeri del territorio vicentino nel 1311, anche il territorio di Marostica passò sotto il dominio di Cangrande della Scala. Con Cangrande viene avviato il processo di ridefinizione urbanistica della città, con lo spostamento del centro storico che passa dall’antico Borgo, di epoca romana e medioevale, all’attuale centro intramurario.

Risale infatti al 1312 la costruzione dei due castelli: il Castello Inferiore, detto anche Castello Da Basso, e il Castello Superiore. La costruzione delle mura ebbe inizio invece il 1º Marzo 1372 da parte di Cansignorio. Sono quattro le porte che permettono di accedere al centro storico caratterizzato dalla “Piazza degli Scacchi”: la Porta Vicentina a sud, quella Breganzina ad ovest, quella Bassanese ad est e la Porta del Castello Superiore a nord. Lungo le mura ci sono dei camminamenti, gli stessi che in epoca antica permettevano un servizio di guardia. Tra il 1934 e 1935, nella parte sud della mura, fu praticata una nuova apertura al fine di agevolare l’accesso alla ex stazione ferroviaria.

Il Castello Inferiore, di pianta rettangolare, è un tipico castello-recinto costruito a ridosso di un imponente Mastio. Dopo la guerra della Lega di Cambrai, il podestà trasferì la sua sede dal Castello Superiore, gravemente danneggiato, al Castello Inferiore. Il Castello Superiore – a base quadrata con quattro torresini ai lati ed una grande torre centrale – sorge invece su una torre di ben più lunga storia: sul punto più alto del colle Pausolino, ove si trova, fu infatti costruita, in epoca romana, una fortificazione, utilizzata anche in epoca medievale (documenti storici riportano che nel 1262 sul colle esisteva una torre “tribus spondis”).

Di fronte al Castello Inferiore e alla Piazza degli Scacchi, sorge invece il Doglione, ora sede della biblioteca civica “Prospero Alpini“. Di tale edificio si trovano tracce scritte in un documento che risale al 1218, quando Marostica fu ceduta a Vicenza da parte di Ezzelino II il Monaco. Conosciuto anche con il nome di Rocca di Mezzo, nel corso del XIII secolo la sua funzione era quella di casello daziario, sia per le merci che entravano a Marostica sia per quelle che vi transitavano. La sua importanza tuttavia diminuì sotto la dominazione scaligera, allorquando vennero edificati i due Castelli. Tornò ad avere maggiore importanza quando Marostica passò sotto alla dominazione della Serenissima (tra il 1404 ed il 1797).

Dopo secoli di abbandono e incuria, la struttura medievale venne risistemata definitivamente, così come la vediamo oggi, negli anni ’30.

Le leggende

La vicenda della Partita risale al 1454 quando Marostica era una delle fedelissime della Repubblica Veneta.
Avvenne che due nobili guerrieri Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara, si innamorarono contemporaneamente della bella Lionora, figlia di Taddeo Parisio Castellano di Marostica e, come era costume di quei tempi, si sfidarono in un cruento duello.

Ma il Castellano, che non voleva inimicarsi alcuno dei due calorosissimi giovani e perderli in duello, proibì lo scontro rifacendosi anche ad un editto di Cangrande della Scala, e decise perciò, che Lionora sarebbe andata sposa a quello dei rivali che avesse vinto una partita al nobile gioco degli scacchi: lo sconfitto sarebbe diventato lo stesso suo parente sposando Oldrada, sua sorella minore.

L’incontro si sarebbe svolto in un giorno di festa nella piazza del Castello da Basso, a pezzi grandi e vivi, armati e segnati delle nobili insegne dei bianchi e neri in presenza del Castellano, della sua nobile figlia, dei Signori di Angarano e di Vallonara, dei nobili e del popolo tutto. Decise anche che la disfida fosse onorata da una mostra in campo di uomini d’arme, fanti e cavalieri e fuochi e luminarie e danze e suoni.

Ecco dunque scendere in campo gli armati: arcieri, balestrieri ed alabardieri, fanti schiavoni e cavalieri, il Castellano, la sua nobile corte con Lionora trepidante perchè segretamente innamorata di uno dei due contendenti, la fedele nutrice, dame, gentiluomini, l’araldo, il capitano d’armi, falconieri, paggi e damigelle, vessilliferi, musici e borghigiani e poi ancora i bianchi e i neri con Re e Regine, torri e cavalieri, alfieri e pedoni e due contendenti che ordinano le mosse; tripudio infine con fuochi e luminarie secondo l’ordine del castellano.

E così oggi tutto si ripete come la prima volta, in una cornice di costumi fastosi, di corteggi pittoreschi, di gonfaloni multicolori, di marziali parate, di squisita eleganza e su tutto domina una nota di singolare gentilezza cui si è ispirata la rivocazione e questa torna a rivivere oggi quasi per miracolo di fantasia.

I comandi alle milizie vengono ancora oggi impartiti nella lingua della “Serenissima Repubblica di Venezia”.

Lo spettacolo, con oltre 550 figuranti, dura circa 2 ore.

La disfida venne vinta da Vieri di Vallonara, che ebbe in sposa la bella Lionora, mentre a Rinaldo d’Angarano venne concessa la mano della sorella minore Oldrada.

Una leggenda, si sa, ma quel che è certo è che la prima sfida a scacchi viventi venne proposta nel 1923 dal professor Francesco Pozza e riproposta nel 1954 dall’artista Mirko Vucetich. Attualmente, ogni due anni, si ripropone questa eterna sfida tra Rinaldo e Vieri in una coreografia dal sapore leggendario, tra mille figuranti in costumi dell’epoca, musica e sfilate, con i pezzi viventi degli scacchi che si danno battaglia nella consueta piazza fatta a scacchiera.

Un’altra leggenda narra del mitico passaggio segreto che unisce il Castello Inferiore al Castello Superiore passando attraverso i sotterranei del Palazzo del Doglione, del leggendario arsenale perduto pieno di antiche armature che vi ha sede, e delle figure mitologiche, come le anguane e il basilisco, che, stando alle tradizioni orali, si nascondononei suoi oscuri meandri.

[fonti: wikipedia e marosticascacchi.it]

Galleria foto

 

Relazione indagine

 

ANALISI MATERIALE AUDIO

Si allegano i file dove se ne consiglia l’uso delle cuffie per un miglior ascolto dopo aver letto naturalmente, il titolo dell’audio. Nelle tracce probabilmente si sentirà, in sottofondo, il chiacchierio delle persone sedute fuori dai locali che si affacciano alla piazza, da non fraintendere quindi con quanto descritto nei titoli dei file, ovvero le anomalie che abbiamo riscontrato e quindi le sole da tenere in considerazione durante l’ascolto.

[Sala Costumi – pre-indagine]

1 – Colpo vicino microfono + presunti passi + lamento

2 – Colpi vicino microfono

3 – Rumore di goccia che cade su superficie in metallo

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[Sala con camino – pre-indagine]

1 – Rumore

2 – Colpo forte

3 – “Preoccupate” (orig)

3 – “Preoccupate” (edit)

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[Sala del Consiglio – durante indagine]

1 – Vocalizzo femminile (orig)

1 – Vocalizzo femminile (edit)

2 – Quanto è accaduto nella fase che precede lo svenimento di Orazio

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[Sala del Consiglio – post indagine]

1 – Tocco su microfono