Ex ospedale psichiatrico - Colorno (PR) –

Ex ospedale psichiatrico – Colorno (PR)

imageedit_3_4043862283
Facebooktwittergoogle_plus

Breve storia

Era il 1873 quando l’Amministrazione provinciale di Parma, in seguito all’epidemia scoppiata in città, stabilì di trasferire provvisoriamente l’ospedale psichiatrico a Colorno, riadattando per l’occasione i locali dell’ex palazzo ducale e dell’ex convento di San Domenico. Questa soluzione che doveva essere temporanea divenne in realtà  definitiva, al punto che la parte posteriore della Reggia rimase adibita a manicomio della provincia fino alla sua chiusura. Una “decisione provvisoria” lunga un secolo e più, durante il quale l’inadeguatezza dei locali fu ribadita a più riprese senza produrre significativi cambiamenti né nella struttura né tantomeno nell’assistenza. Al suo interno vi furono ospitati, come in tutte le strutture psichiatriche simili, non solo i malati psichiatrici ma anche prostitute, alcolisti, vagabondi, con sindrome di Down, tutte quelle persone insomma che erano considerate al di fuori della normalità. Essi furono sottoposti a vere e proprie torture considerate “terapie” come l’elettroshock, l’insulinoterapia e altre metodologie non consone ad aiutare il paziente come si doveva e dove lo stesso perdeva ogni dignità. Si dice addirittura che non veniva loro permesso la comunicazione con l’esterno privandoli di ogni forma di corrispondenza Alla fine degli anni 60, un gruppo di Universitari contrari alla metodologia di cura usata, occupò per ben oltre un mese i locali informando così l’intera nazione su come erano in realtà “accolti e curati” i pazienti. Le torture eseguite e il metodo medico usato a Colorno come in altre strutture psichiatriche, terminò nel 1978 con la legge Basaglia, legge che imponeva nuovi metodi di cura che potessero garantire la dignità dei degenti.

[fonte http://allevents.in/Parma/Mistero-home-made-edition/151442111690237#]

Sopralluogo

Incamminandoci verso Colorno da Verona, dopo aver fatto un breve tratto autostradale, ci siamo immersi nella campagna Parmense dove abbiamo gustato per un breve periodo, tutta la ricchezza del posto, ma arrivati in paese, ci siamo accorti della distinzione fatta all’epoca. Sembrava che la parte “bene” del paese fosse stata divisa dalla parte considerata malata. Arrivati al parcheggio, dopo aver preso accordo con il responsabile su dove eravamo autorizzati ad entrare visti anche i danni provocati dall’ultimo sisma, siamo entrati nello stabile. La sensazione avuta è stata quella del classico edificio fatiscente dove i probabili odori corporali dei degenti si mischiavano alle deiezioni dei gatti e della muffa che è presente nella gran parte dell’edificio. All’esterno, a proposito di gatti, vi è una vera e propria casetta, dove un ammalato dell’adiacente e nuova struttura psichiatrica, di tanto in tanto veniva li con lo sguardo basso quasi come se avesse “timore” di far capire il suo stato, a dar da mangiare a questi poveri e unici abitanti dell’ex struttura. Posizionati gli strumenti audio per i rilevamenti EVP e tarato le rispettive macchine fotografiche in ultravioletto e infrarosso, Andrea e Orazio assieme a Stefano che ci ha procurato il generatore di corrente per far funzionare l’attrezzatura, sono andati a perlustrare le varie stanze, fornendo poi così all’intero gruppo, le indicazioni necessarie per poter poi fare l’indagine che si è deciso di fare in notturna.

Indagine e sensazione dei partecipanti

Alle 21 circa, abbiamo iniziato quella che poi è stata la vera e propria indagine, ne avevamo fatta una prima della pausa cena, ma solo in maniera da capire se vi era dell’altro oltre a quello che aveva percepito in precedenza il nostro medianista Orazio. Abbiamo deciso di rimanere uniti, senza dividerci e, partendo dal corridoio al piano terra, è cominciata l’indagine che ha messo insieme sia il rilevamento fotografico che l’eventuale medianico. La sensazione del medianista è stata quella di un “passaggio” di persone, probabilmente degenti o personale e ospiti che hanno frequentato il luogo, solo in un punto gli è sembrato di sentire come un qualcosa che “scappasse”. Al primo piano non c’è stata nessuna sensazione “particolare” a parte quella nel vedere una porta probabilmente scalfita con uno strumento da ammalato. Verso le 23, si decide di ritornare sul posto e precisamente nell’ala sinistra del corridoio al primo piano, dando modo però a due persone di continuare la perlustrazione d’indagine al primo piano. Qui successe un fatto che all’inizio si pensava fosse di origine negativa, infatti un nostro operatore cominciò a sentire un freddo insolito e sentirsi “mancare”. Razionalmente parlando sia in quel momento e nei giorni successivi, probabilmente il freddo dovuto è stato per via delle finestre che “qualcuno” aveva lasciato aperto oppure per la stanchezza e tutti gli “odori” per via delle ore che siamo rimasti dentro che hanno fatto in modo che il nostro operatore sia stato male.

Conclusioni

Non sono riscontrate anomalie fotografiche ne di importante rilevanza medianica, tra l’altro, nelle sperimentazioni EVP, siamo riusciti a ricevere pochissimi file audio accettabili, probabilmente anche questi, residui di avvenimenti successi nel luogo.

Galleria fotografica

 

Evp registrate:

Probabile urlo

“Scende”