Parco Palude di Onara (PD) - Associazione Culturale Ghost Hunter Padova

Parco Palude di Onara (PD)

L’antico paesino di Onara frazione di Tombolo: luogo da sempre noto per i suoi boschi, le sue paludi, e per aver dato i natali all’importante famiglia feudale degli Ezzelini.

Eccelo di Arpone, capostipite degli Ezzelini, discese in Italia nel 996 con l’Imperatore Corrado II il Salico, dal quale ebbe in dono, per i suoi servigi militari, i possedimenti di Onara e di Romano.

Proprio ai margini della palude, gli Ezzelini fortificarono il preesistente castello (probabilmente in origine si trattava solamente di una masseria fortificata con pali di legno e argini) prendendo il nome di “da Onara”. I “da Onara” saranno in seguito al centro di aspre contese territoriali, diventando una delle famiglie più potenti di tutto il nord Italia, ma ad un certo punto si troverà con la parte perdente nella lotta tra Chiesa ed Impero, pagando con lo sterminio la propria scelta di fazione. Con la distruzione del castello, avvenuta nel 1198, ad opera dei padovani, gli Ezzelini si ritirarono nell’altro appezzamento: Romano, cambiando il nome di “da Onara” in “da Romano”. Dell’antico castello di Onara, oggi rimangono i resti dello spalto, un terreno in rilevato dalla forma regolare e l’antica chiesetta di Santa Margherita, giunta ai giorni nostri a ricordo di antiche e tragiche vicende.

LA CHIESETTA DI SANTA MARGHERITA

Adibito a luogo di sepoltura fino al 1910, il terreno intorno alla chiesetta è, dalla tradizione, indicato come il luogo in cui un tempo sorgeva la dimora degli Ezzelini.

Nel 1844 il terreno venne riordinato, e cinto da un muro che limitava l’area erbosa che ad oggi si può scorgere vicino la cappella.  Le pareti di fondo e di destra e sinistra della chiesetta sono databili alla prima metà del XII secolo, mentre gli affreschi che oramai solo in parte le ricoprono, sono riconducibili al ‘400.

L’abside della prima metà del XIX secolo, venne innalzato per ospitare l’altare neoclassico che ha sostituito il precedente (ligneo), il quale era allocato dove ora si trova la porta d’ingresso; agli stessi anni sono riconducibili gli interventi di ampliamento della chiesa, e di modanatura della cornice del tetto.

Il primo suolo della cappella, formato da materiale eterogeneo e di origine incerta, si trova a circa 65cm più in basso dell’attuale livello di campagna.

Sulle pareti est e sud si notano tracce di un affresco ornamentale del XVII secolo, si può pensare che la cappella sia stata restaurata ed abbellita in occasione del conferimento del titolo di Conte di Onara ai Cittadella–Bolzonella da parte del doge Giovanni Bembo (1616). L’iscrizione sottostante l’affresco ora non più totalmente leggibile sembra voler comunicare la volontà del conte di farsi seppellire qui. Vi sarebbe infatti una lapide riconducibile al 1600.

LA PALUDE DI ONARA E LE SUE LEGGENDE

Una leggenda racconta che attraversando la palude per un sentiero fangoso, prima di giungere alla ferrovia, si passava a ridosso di una buca profonda e stretta: era ciò che rimaneva dell’abisso che inghiottì il facoltoso padrone che non ossequiò il Signore.

Ecelo percorreva, su una lussuosa carrozza, una delle vie di Onara, guardando con fare sprezzante gli umili viandanti che, al suo passaggio, si spostavano impauriti, ai margini della strada. Il cocchiere, vedendo avanzare i fedeli in processione, che accompagnavano l’immagine di Cristo portato da prelati, fece per arrestare la carrozza ma fu subito ripreso dal suo signore, che lo incitò a spronare i cavalli esortando con: “Se Lui è il padrone del Cielo, io sono il padrone della terra! Va avanti!”

Non appena pronunciò queste parole, la terra si aprì e la carrozza sprofondò sparendo nella melma con un boato sordo: la potenza del Signore si era manifestata e, a testimonianza del fatto, rimase un abisso subito dopo colmato da un gorgo d’acqua torbida: la palude di Onara. Secondo la leggenda, ancora oggi, al crepuscolo, si possono udire strani lamenti emergere dalle acque.

La palude di Onara sarebbe inoltre la culla di una delle leggende che aleggiano attorno alla figura del temibile Ezzelino III da Romano. Si narra infatti che il suo fantasma continui ad aleggiare non solo tra le mura dei numerosi castelli del Veneto, ma anche nei pressi di questa palude, luogo che gli diede i natali e dove sarebbe tornato per ricongiungersi con i suoi avi…

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GALLERIA FOTOGRAFICA

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ANALISI MATERIALE FOTOGRAFICO

Sono state scattate foto ad infrarosso ma in nessuno scatto, in fase di analisi con software scientifico, sono state evidenziate anomalie degne di nota.

La foto trappola, inoltre, non ha scattato alcuna diapositiva.

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ANALISI MATERIALE AUDIO

Si allegano i file, ognuno con il proprio titolo. Ne consigliamo l’ascolto mediante l’uso delle cuffie per una migliore comprensione, dopo averne letto naturalmente, il titolo. File ottenuti all’interno dell’Oratorio Ezzeliniano.

Colpo da sotto il pavimento
Colpo interno l’Oratorio
Due colpi
Sospiro
Ti sto mentendo (evp acquisita tramite metafonia con radio sintonizzata sulle onde corte)

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